Il vero nome di Dio, è Geova?
1 Marzo 2008 di Marco Nappo
Il tetragramma biblico, è la sequenza delle quattro lettere ebraiche יהוה che compongono il nome con il quale Dio è più frequentemente indicato nella Bibbia ebraica o Antico Testamento.
Dato che l’ebraico si legge da destra a sinistra, le quattro lettere sono nell’ordine:
י (yod), ה (heh), ו (vav), ה (heh)
Nell’alfabeto latino esse possono essere trascritte come JHWH o YHWH,
Dato che nella lingua ebraica non si scrivono le vocali, il tetragramma biblico è costituito unicamente da consonanti; Poichè Dio aveva detto di non pronunciare il suo nome invano gli ebrei per paura non l’hanno più pronunciato per secoli quindi neanche loro sanno più quale sia la pronuncia giusta visto che mancano le vocali appunto, non si sa più quali vocali debbano essere interpolate alle consonanti e quindi quale sia la corretta pronuncia del nome sacro. Ciò è stato oggetto di ricerca soprattutto da parte di studiosi cristiani a partire dal XVI secolo ed è tuttora discusso.Detto questo è possibile che sia proprio Geova la pronuncia corretta, ma una volta scoperta questa cosa, io mi domando: Ma che importanza ha?
Noi uomini giustamente abbiamo bisogno di un nome, per distinguerci gli uni dagli altri, ma Dio che bisogno ne ha visto che è l’unico Dio?
Che importanza ha la pronuncia corretta, visto che Dio non è materia ma spirito?
Non devo chiamarlo con la voce, mi accosto a lui in preghiera, e lui mi risponde.
Questo è quello che credo, questo è quello che ho sperimentato.
La cosa più importante non è come si pronuncia il suo nome, ma chi è!
13 Mosè disse a Dio: «Ecco, quando sarò andato dai figli d’Israele e avrò detto loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi”, se essi dicono: “Qual è il suo nome?” che cosa risponderò loro?» 14 Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato da voi”». (Esodo 3)
CONFERMO PIENAMENTE…..
Chi ha deciso che il nome di Dio non sia importante mi spieghi il senso di salmo 83:18.
A meno che la vostra edizione non sia stata tradotta da qualcuno che aveva già fatto quella scelta anche per voi.
Nell’originale ebraico del versetto che tu citi è scritto il tetragramma biblico, che i testimoni di Geova (a differenza degli ebrei che su questo non si pronunciano) affermano debba essere tradotto Geova. Come ho scritto nel post non è importante quale sia la giusta traduzione del TETRAGRAMMA ma chi è Dio, anche perchè nella bibbia si parla di molti nomi di Dio che in realtà vogliono solo mettere in risalto le Sue caratteristiche:
Esodo 34:14…perché il SIGNORE, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso.
Isaia 57:15 Infatti così parla Colui che è l’Alto, l’eccelso,
che abita l’eternità, e che si chiama il Santo.
Salmi 52:9… spererò nel tuo nome, perch’esso è buono.
Malachia 1:14 …il mio nome è tremendo fra le nazioni
Ora, tu dici che chi ha tradotto la bibbia che leggo io (Giovanni Luzzi) l’ha tradotta male, mi sono informato su chi fosse luzzi e del fatto che avesse o meno le referenze per tradurre testi dall’ebraico e dal greco in italiano, e pare che come traduttore fosse attendibile. Ti faccio invece una domanda, chi ha tradotto la bibbia che tu leggi e che tralaltro nemmno si chiama bibbia ma “Traduzione del nuovo mondo delle sacre scritture”? Questo non l’ho ancora scoperto, invece riguardo alla bontà della traduzione ti consiglio di guardare questo video: http://www.youtube.com/watch?v=qI-ROo2HurI
e, se hai tempo, anche leggere questo: http://www.infotdgeova.it/nome1.htm
Geova ti benedica!
Ci si fida di uomini, non importa chi, a questo punto sono solo un mezzo, quando si è scelto da prima di non fidarsi di Dio. Deve essere piuttosto conflittuale e sfibrante sostenere le proprie posizioni al punto di negare che Dio abbia una religione organizzata, come l’ha sempre avuta.
Nulla di nuovo, persone di questo tipo sono sempre esistite, e credo che tu lo sappia, siccome sembra che la Bibbia quantomeno l’hai letta.
E’ inutile, ed anche questo sai molto bene, scendere nei dettagli di discussioni vuote perchè per questo sono concepite, per la confusione. Se si sceglie di negare l’evidenza non c’è nulla da fare.
E’ una scelta.
Anche Adamo ha fatto la sua.
Dio benedica te, ne ha bisogno.
>>Ci si fida di uomini, non importa chi, a questo punto sono solo un mezzo, quando si è scelto da prima di non fidarsi di Dio.
No, non mi fido di uomini, la bibbia dice:
Geremia 17:5
Così parla il SIGNORE: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo
e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal SIGNORE!
>>Deve essere piuttosto conflittuale e sfibrante sostenere le proprie >
posizioni al punto di negare che Dio abbia una religione organizzata, come l’ha sempre avuta.
Non è nè conflittuale nè sfibrante, è buono organizzarsi in un religione che porta avanti la Sua parola e la predichi con forza e umiltà, ma è male confidare in quella organizzazione al punto da rendere quella religione e la sua dottrina superiore alla Parola di Dio stessa.
>>Nulla di nuovo, persone di questo tipo sono sempre esistite, e credo che tu lo sappia, siccome sembra che la Bibbia quantomeno l’hai letta.
E’ inutile, ed anche questo sai molto bene, scendere nei dettagli di discussioni vuote perchè per questo sono concepite, per la confusione. Se si sceglie di negare l’evidenza non c’è nulla da fare.
Se ti riferisci al mio articolo e lo ritieni una discussione vuota mi spiace, per me non lo è e ho piacere a un confronto, quello che tu ritieni evidente, non lo è per la stragrande maggioranza delle persone che si dichiarano cristiane, non lo è nemmeno per me, ma se hai l’umiltà di aiutarmi a capire, potrei cambiare idea
>>E’ una scelta. Anche Adamo ha fatto la sua. Dio benedica te, ne ha bisogno.
Sì, ne ho un gran bisogno e prego ogni giorno che rimanga con me e, con la mia famiglia perchè la Sua benedizione non è affatto scontata.
Geova benedica anche te!
Geova è la pronuncia italiana del Tetragramma, pronuncia che nasce in ambito cattolico: l’Enciclopedia Cattolica dichiara che tale pronuncia era “attestata già in R. Martini, Pugio Fidei, del 1270, ma molto anteriore”.
Nella versione che utilizzi, la Luzzi, in Genesi 22:14 viene usata tale pronuncia: “E Abrahamo pose nome a quel luogo Iehovah-jireh.”
Perchè il Tetragramma non viene reso nello stesso modo nelle altre quasi 7.000 volte in cui compare nel testo?
Salve tiziano, desidero solo che tu legga parte dell’articolo che prendo da questo sito:
http://camcris.altervista.org/geova.html perchè anche io, come te, desidero conoscere la verità e sono sicuro che se siamo sinceri ce la faremo. Dopo che avrai letto ci confrontiamo, se vuoi
I NOMI DI DIO NELL’ANTICO TESTAMENTO
L’Antico Testamento è stato scritto in Ebraico (tranne alcuni brevi brani in Aramaico) per preciso volere di Dio, non per caso. Nel libro degli Atti viene riportato un episodio in cui Dio parla all’apostolo Paolo in lingua ebraica.
L’unicità di questa lingua sta nel poter esprimere con esattezza un concetto per mezzo di una parola appropriata che non ammette equivoci, cosa che non è sempre possibile nelle nostre lingue indoeuropee.
Un’altra caratteristica dell’ebraico è l’immutabilità: si arricchisce solo di nuovi vocaboli, ma non si estingue. La nostra lingua italiana proviene dal latino, che è una lingua morta perché nessuno parla più, o scrive, in latino da secoli; pochi sono quelli che lo conoscono. Ora, nonostante la profonda conoscenza che alcuni possono avere del latino, non possono comunicare con altri, rimane solo una conoscenza intellettuale. Dal latino provengono tante altre lingue europee: francese, portoghese, spagnolo, rumeno ecc…
L’ebraico invece è rimasto immutato, si sono solo aggiunte parole nuove dell’era tecnologica. L’ebreo medio di oggi è in grado di leggere e capire un manoscritto di molti secoli prima di Cristo. Un italiano medio di oggi non sarebbe in grado di capire nemmeno l’italiano della divina commedia.
Si può dire che se Isaia o Geremia si trovassero oggi a Gerusalemme non avrebbero difficoltà a comunicare con l’attuale popolo eletto; si troverebbero solo di fronte a termini nuovi come aereo, computer, automobile, moto, ecc.
Queste brevi osservazioni rendono omaggio ad una lingua unica nella quale Dio si è espresso per comunicare con l’uomo. Egli ha voluto anche comunicarci i suoi diversi nomi per farsi conoscere nei suoi diversi aspetti divini.
Ogni nome riferito a Dio nell’Antico Testamento, quindi, mette in evidenza una caratteristica della Sua persona divina. È Lui stesso che si rivela all’uomo con i Suoi diversi nomi, mai l’uomo che glieli attribuisce. Vediamo ora nel testo biblico ebraico con quali nomi Dio si fa conoscere ed identificare. Ne vediamo alcuni che mettono in particolare evidenza l’essenza della Sua Persona e rivelano la Sua volontà di redimere l’uomo peccatore.
Elohim
Dal primo rigo della Bibbia Dio si rivela all’uomo. In Genesi 1:1 si fa conoscere come Creatore dell’universo, della terra e di tutto ciò che è in essa, e dell’uomo. Questo atto creativo si sviluppa in sei giorni e tutte le cose vengono all’esistenza dal nulla.
Nella lingua cananea e caldea dio si dice El e identifica gli idoli pagani, fatti con mano d’uomo. È un nome comune di cosa. Questo nome da solo non viene mai utilizzato nell’Antico Testamento per designare il solo, unico e vero Dio. Nel popolo d’Israele El assume un carattere completamente nuovo: da nome comune, diventa nome proprio ed è sempre accompagnato da un epiteto che sottolinea un aspetto, una virtù del Solo, Unico, Vero Dio che si è rivelato all’uomo:
El-Hai Dio Vivente (Genesi 3:10)
El-Elion Dio Altissimo (Genesi 14:18)
El-Shaddai Dio Onnipotente (Genesi 17:1)
El-Olam Dio d’Eternità (Genesi 21:23)
El-Ganna Dio Geloso (Esodo 20:5)
Elohim è la forma plurale di El, e lo si trova solo nella lingua ebraica e solo nella Bibbia. Deriva da una radice che significa “Potente”, “Forte”. Questo nome mette in evidenza l’Onnipotenza manifestata nella creazione. I verbi che seguono Elohim sono sempre alla terza persona singolare. Questo nome di Dio racchiude il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che compiono la stessa azione: la creazione. In Genesi 1:1 il testo ebraico dice Elohim barah, che significa Elohim fece venire all’esistenza dal nulla. Elohim è plurale, barah è la terza persona singolare del passato remoto del verbo creare. Come si vede, si tratterebbe di una “anomalia” grammaticale perché un nome proprio plurale è seguito da un verbo alla terza persona singolare. Invece è un fatto straordinario, unico, presente solo nella Bibbia. Già alla creazione la Trinità è una verità rivelata. Il verbo barah in tutta la Bibbia è associato solo ad Elohim.
Col nome Elohim si mette in evidenza la straordinaria potenza che conviene al Creatore. Da una fonte statistica si rileva che esso è presente 2312 volte nell’Antico Testamento, e 49 volte (7×7) nella forma Elohim barah.
YaHWeH
È il famoso tetragramma. Nella lingua ebraica non è un sostantivo, ma un attributo. Gli ebrei, come si sa, scrivono le parole con le sole consonanti e pronunciano le vocali oralmente. Fino al V secolo a.C. la tradizione bastava ad assicurare una lettura corretta del testo biblico. Dal V sec. a. C. al X sec. d. C. a causa degli eventi storici che avevano portato il popolo ebraico alla dispersione, si rischiava di compromettere, se non di perdere del tutto, la conservazione dell’esatta pronuncia delle parole del testo biblico. Alcuni rabbini ebrei, detti Masoreti, hanno iniziato una minuziosa, scrupolosa attività per fissare l’esatta pronuncia. Essi hanno fissato il testo prendendo come campione un manoscritto e lo hanno poi copiato nel tempo con una cura straordinaria. Per prevenire aggiunte o omissioni, a margine di ogni riga annotavano il numero delle lettere, il numero di certe espressioni ecc. Per fissare l’esatta pronuncia hanno poi creato i segni vocalici, corrispondenti ai suoni vocalici pronunciati oralmente. Questi segni furono posti nelle consonanti o sotto di esse, in modo da preservare l’integrità del testo consonantico tradizionale, prevenendo così a pericolosi cambi di significato.
YHWH è il nome ineffabile col quale Dio si fece conoscere a Mosé, quando gli disse di tornare in Egitto e di andare da Faraone per chiedere di lasciare libero il popolo d’Israele. Gli Ebrei non osavano pronunziare questo nome, sostituendolo nella lettura del testo biblico con ‘Adhonay (Signore, mio Padrone). Con questo artifizio evitavano che anche gli stranieri pronunziassero il nome impronunciabile di Dio. Impronunciabile perché troppo santo e puro: l’uomo, peccatore, non è degno.
I Masoreti posero sotto YHWH i segni vocalici di ‘Adhonay. Per effetto di una regola grammaticale della lingua ebraica che vuole un suono chiuso perché YHWH non inizia con alef (prima lettera dell’alfabeto ebraico), il simbolo vocalico che appare sotto la prima lettera del tetragramma (W) identifica un suono incolore (come per esempio nella parola francese renard). Quando il tetragramma YHWH è preceduto, nel testo biblico, da ‘Adhonay, le vocali sono quelle di Elhoim per evitare all’ebreo, durante la lettura, di ripetere due volte ‘Adhonay.
Il lettore non ebreo, e solo lui, vedendo il tetragramma con i segni vocalici riportati, legge Y’HoWaH. Questo errore di lettura cominciò a diffondersi nel XV secolo d. C. Il lettore ebreo mentre leggeva il testo biblico non commetteva errori, perché sapeva di avere davanti agli occhi due parole in una: una tutta consonanti, l’altra tutta vocali. Egli non pronunciava mai Y’HoWaH, ma ‘Adhonay.
Molto probabilmente la pronuncia del tetragramma è YaHWeH. In italiano, nella versione riveduta, è tradotto con Eterno. Questa traduzione rende perfettamente evidente il modo con cui Dio si fece conoscere a Mosé:
“Mosè disse a Dio: «Ecco, quando sarò andato dai figli d’Israele e avrò detto loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi”, se essi dicono: “Qual è il suo nome?” che cosa risponderò loro?» Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: «Dirai così ai figli d’Israele: “l’IO SONO mi ha mandato da voi”». “Dirai così ai figlioli d’Israele: l’Eterno (YHWH), l’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe mi ha mandato a voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la designazione per tutte le generazioni”. (Esodo 3:13-15).
Ed ancora Dio ricorda a Mosé che fino a quel momento si era rivelato ad Abramo, Isacco e a Giacobbe come il Dio Onnipotente (El-Shaddai); ora a lui si fa conoscere come l’Eterno, YHWH:
“Dio parlò a Mosè e gli disse: Io sono l’ETERNO. Io apparvi ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, come il Dio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con il mio nome di ETERNO” (Esodo 6:3).
Inoltre, in Esodo 3, brano del pruno ardente, è straordinario notare come dal pruno è ora l’Angelo dell’Eterno a parlare, ora il Signore, ora l’Eterno. L’Angelo dell’Eterno nell’Antico Testamento è Gesù. Gesù è il Signore! Se il traduttore non riporta questi particolari nella lingua ricevente stravolge tutto. Nel pruno è Gesù, l’Eterno e il Signore a parlare con Mosé!
YHWH mette in evidenza l’aspetto di Dio come REDENTORE, che si rivela all’uomo per salvarlo dalla schiavitù del peccato. È necessario ricordare come l’Egitto è una figura del mondo senza Dio. Nel libro della Genesi troviamo YaHWeH-Elhoim (Eterno Iddio) che entra in contatto diretto con l’uomo: prima creandolo dalla polvere della terra, poi provvedendo a rivestirlo di pelli da animali sacrificati.
Nella Bibbia si riscontrano sette aspetti di YaHWeH dati da espressioni composte, che rivelano l’amore di Dio nel voler redimere l’uomo:
1. YaHWeH (Es. 3:14) IO SONO
2. YaHWeH Jiré (Gen 22:13 / 14:2) L’ETERNO PROVVEDERA’
3. YaHWeH Rafa (Es. 15:26) L’ETERNO CHE TI GUARISCE
4. YaHWeH Nissi (Es 17:15) L’ETERNO MIA BANDIERA
5. YaHWeH Shalom (Giud 6:24) L’ETERNO PACE
6. YaHWeH Raah (Salmo 23:1) L’ETERNO MIO PASTORE
7. YaHWeH Tsidkenu (Gen 23:6) L’ETERNO NOSTRA GIUSTIZIA
Questi sette aspetti di YaHWeH si ritrovano nella persona di Gesù.
Concludendo, YaHWeH ci parla del Dio della redenzione che interviene direttamente per salvare l’uomo e avere comunione con lui.
Statisticamente è il nome più presente nell’A.T.: 6499 volte.
‘Adhonay (si trova 427 volte nell’A.T.)
Il significato di ‘Adhonay è “MIO PADRONE”. Questo nome mette in evidenza la sovranità di Dio e quindi la dipendenza della creatura dal Creatore. L’uomo è al servizio del suo Creatore e gli deve ubbidienza. Questo è il nome con il quale viene chiamato Gesù nel Nuovo Testamento. Gesù è il Signore dei signori, il Re dei re.
Nell’inno cristologico, in Filippesi 2:5-11, è scritto:
“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.”
Ciao Tiziano,
vorrei dirti che al contrario di quello che fanno i testimoni di Geova o altre confessioni religiose, gli evangelici non hanno una “loro Bibbia”.
Innanzi tutto dovresti sapere la differenza tra “versione” della Bibbia o “traduzione”
Le Bibbie Diodati, Riveduta (Luzzi), Nuova Riveduta o Nuova Diodati sono VERSIONI della Bibbia. Cioè traduzioni il più possibile letterali, ma laddove la traduzione letterale non è comprensibile in italiano, il redattore traduceva secondo la “sua” interpretazione parole che dessero il senso compiuto alle frasi. Questo perché la lingua ebraica e greca usata per la stesura degli scritti sacri, sono lingue povere. Una parola può avere molti significati.
Ritroverai perciò il Diodati che avendo un ideologia calvinista, tradurrà molti passi biblici “ambigui” dando (volontariamente o no) questo orientamento dottrinale. Luzzi gli stessi passi li tradurrà in modo leggermente diverso…etc.
Ora la Luzzi ha quella traduzione, perché negli anni in cui è stata redatta questa era tra le “teorie” più in voga.
Ma Luzzi ad esempio, è quello che nell’epistola di Giovanni tradurrà: Chi pecca non è da Dio, perchè chi nasce da Dio non pecca più.
Come comportarsi alla questo?
Laddove c’è la possibilità è consigliabile conoscere un minimo delle lingue originali.
Dove non è possibile, basta fare diversi confronti tra le Bibbie che abbiamo (le più fedeli alla traduzione che rispetti testo letterale anzichè per concetto).
Ma questo discorso che ti faccio, vale solo per questioni “tecniche” come questa, perché noi crediamo che il messaggio di Dio per l’uomo si capisca, sia volutamente chiaro, senza il bisogno di studi di lingue straniere o confronti particolarmente complicati.
Infatti la Salvezza si ottiene per la fede in Cristo Gesù, e questo è chiaro per tutti no?
Dio ti benedica.